201709.05
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Bancarotta fraudolenta documentale e occultamento di documenti contabili: quale rapporto tra le fattispecie?

Non è configurabile un rapporto di specialità tra il delitto di occultamento e distruzione di documenti contabili, previsto dall’art. 10 del D. Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, e quello di bancarotta fraudolenta documentale, previsto dall’art. 216, co. 1, n. 2), L. Fall.
Chiamata a verificare se il reato previsto dall’articolo 10 richiamato, per il quale l’imputato era stato condannato in via definitiva, potesse ritenersi “medesimo fatto” rispetto alla bancarotta documentale, la Suprema Corte con pronuncia n. 18927/2017 ha sancito la sostanziale diversità tra le due norme incriminatrici ed ha escluso la violazione del principio del ne bis in idem che, come noto, vieta la celebrazione di un nuovo procedimento penale a carico del medesimo soggetto e per i medesimi fatti.
Mentre infatti la normativa tributaria richiede l’impossibilità di accertare il risultato economico delle sole operazioni connesse alla documentazione occultata o distrutta – osserva la Corte – l’azione fraudolenta sottesa dall’art. 216, n. 2 L. Fall. si concreta in un evento da cui discende la lesione degli interessi creditori, rapportato all’intero corredo documentale, risultando irrilevante l’obbligo normativo della relativa tenuta, ben potendosi apprezzare la lesione anche dalla sottrazione di scritture meramente facoltative. Inoltre, nell’ipotesi fallimentare la volontà del soggetto agente si concreta nella specifica volontà di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o, alternativamente di recare pregiudizio ai creditori, finalità non presente nella fattispecie fiscale.
Sostanziale diversità degli illeciti, che pertanto ben potranno essere legittimamente contestati in concorso al medesimo soggetto.

avv. Stefania Colombo