201709.22
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Iva sulla tassa rifiuti? Risponde la Cassazione

L’annosa questione relativa all’applicabilità o meno dell’iva alle tasse comunali è stata oggetto di opposte interpretazioni giurisprudenziali.
Da un lato, l’orientamento maggioritario della Suprema Corte, Sez. V, aveva sempre sostenuto la non applicabilità dell’iva alla tassa rifiuti. Di contro, le pronunce minoritarie della Sez. I avevano affermato che l’applicazione dell’iva all’importo corrisposto per lo smaltimento dei rifiuti prescindeva dalla natura tributaria o meno di quest’ultimo servizio.
A dirimere il contrasto sono intervenute le Sezioni Unite, che con la Sent. n. 5078/2016 hanno affermato in via definitiva l’illegittimità del valore aggiunto sulla tassa rifiuti: “la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani… non è assoggettabile ad IVA, in quanto essa ha natura tributaria, mentre l’imposta sul valore aggiunto mira a colpire una qualche capacità contributiva che si manifesta quando si acquisiscono beni o servizi versando un corrispettivo”.
In ossequio alla predetta statuizione, che tuttavia non ha efficacia di legge, è possibile ritenere che esporre l’iva sulla tassa rifiuti sia illecito, trattandosi di una duplicazione di imposta. Il principio cardine applicato è infatti quello secondo cui nessuna imposta può mai costituire una base imponibile per un’altra imposta.
Vale la pena, dunque, verificare le cartelle relative alla tassa rifiuti degli ultimi dieci anni: se si riscontrasse l’illecita applicazione dell’iva sarebbe possibile chiederne il rimborso.

avv. Federica Sessa