201804.28
0

L’utilizzabilità delle riprese audiovisive sul luogo di lavoro

I risultati delle videoriprese sul luogo di lavoro sono utilizzabili a beneficio del patrimonio aziendale: lo afferma la Corte di Cassazione con la recente sentenza n. 4367 del 30 gennaio 2018, con la quale ha dichiarato la responsabilità penale per il reato di appropriazione indebita previsto all’art. 646 c.p. dell’impiegata di un’azienda ripresa nell’atto di commettere il reato sul luogo di lavoro.
La donna aveva eccepito in giudizio che le immagini raccolte mediante la videosorveglianza non fossero utilizzabili, tesi dichiarata inammissibile dai giudici della Corte, i quali avevano confermato l’uso ai fini probatori nel processo penale dei risultati delle videoriprese effettuate a mezzo di telecamere installate all’interno dei luoghi aziendali ad opera del datore di lavoro, qualora finalizzati ad esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale, messo a rischio da eventuali comportamenti infedeli dei lavoratori.
Ciò a conferma di quanto disposto dall’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300 del 20 maggio 1970), che sancisce il divieto assoluto di utilizzo di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori (ad esempio in merito agli accessi o alle presenze in sede), consentendone l’uso, invece, “per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale”.

La giurisprudenza di legittimità, quindi, ha preso posizione ritenendo evidentemente prioritario e prevalente l’interesse pubblico alla prevenzione ed all’accertamento dei reati rispetto alla tutela della riservatezza dei dipendenti aziendali.

Dott.ssa Silvia J. Foti