201810.24
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Notifica al contribuente ai sensi dell’art. 60, co. 1 lett e) Dpr n. 600/73: l’irreperibilità assoluta deve essere rigorosamente accertata.

Già da tempo la Corte di Cassazione ( si vedano ad esempio le sentenze n. 16696 del 03/07/2013 e n. 5374 del 18/03/2015) ha avuto modo di chiarire che la notificazione degli avvisi e degli atti tributari impositivi, nel sistema delineato dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, va effettuata secondo il rito previsto dall’art. 140 c.p.c., quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario, ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi (o ogni altro possibile consegnatario) non è stato rinvenuto in detto indirizzo, per essere ivi temporaneamente irreperibile, mentre va effettuata secondo la disciplina di cui all’art. 60 cit., comma 1, lett. e), quando il messo notificatore non reperisca il contribuente perché risulta trasferito in luogo sconosciuto, accertamento, questo, cui il messo deve pervenire dopo aver effettuato ricerche nel Comune dov’è situato il domicilio fiscale del contribuente, per verificare che il suddetto trasferimento non si sia risolto in un mero mutamento di indirizzo nell’ambito dello stesso Comune.
Conseguentemente è stata ritenuta illegittima la notificazione degli avvisi e degli atti tributari impositivi effettuata ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, comma 1, lett. e), laddove il messo notificatore abbia attestato la sola irreperibilità del destinatario nel comune ove è situato il domicilio fiscale del contribuente, senza ulteriore indicazione delle ricerche compiute per verificare che il trasferimento non sia un mero mutamento di indirizzo all’interno dello stesso comune, ( così Cass. Sez. 6-5, ordinanza n. 24260 del 13/11/2014 riferita a cartella di pagamento).

Tale principio è stato ribadito dalla pronuncia del Supremo Collegio n. 2877 del 07/02/2018 (in termini anche Cass. n. 12646 del 2018), che ha affermato a chiare lettere che “in tema di notificazione degli atti impositivi, prima di effettuare la notifica secondo le modalità previste del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. e), in luogo di quella ex art. 140 c.p.c., il messo notificatore o l’ufficiale giudiziario devono svolgere ricerche volte a verificare l’irreperibilità assoluta del contribuente, ossia che quest’ultimo non abbia più nè l’abitazione nè l’ufficio o l’azienda nel Comune già sede del proprio domicilio fiscale”.
Si è attenuta a tali insegnamenti la recentissima della ordinanza della Sezione VI civile Corte n. 25625/2018 che ha confermato la sentenza con cui la CTR Lazio aveva ritenuto inidonee a giustificare il ricorso alla notifica di cui alla D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. e), unicamente le informazioni raccolte dal portiere dello stabile ove era ubicato il domicilio fiscale della società contribuente, la cui dichiarazione, ovvero che la società si era “trasferita”, avrebbe dovuto indurre quest’ultimo a compiere più rigorose verifiche, nella specie del tutto omesse.

avv. Francesca Marra