201707.30
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Novità sulle responsabilità dell’appaltatore nelle ristrutturazioni

L’art. 1669 c.c. statuisce la responsabilità decennale dell’appaltatore nei confronti della proprietà nel caso in cui l’opera realizzata manifesti gravi difetti o mostri evidente pericolo di rovina o, addirittura, rovini in tutto o in parte, per vizi o difetti. Secondo l’orientamento giurisprudenziale risalente, tale responsabilità veniva però imputata solo se il bene oggetto di appalto era un nuovo fabbricato. A modifica di tale indirizzo, la recentissima sentenza Cass. Civ. Sezioni Unite n. 7756 del 27 marzo 2017 ha ampliato la predetta applicazione restrittiva della norma, estendendo la responsabilità decennale dell’appaltatore anche nel caso in cui l’appalto comporti la sola realizzazione di componenti non strutturali, secondari ed accessori del bene tali e non una nuova costruzione come, ad esempio, in ipotesi di ristrutturazione edilizia e, in genere, negli interventi manutentivi o modificativi di lunga durata su immobili preesistenti.
Da oggi, dunque, ai sensi del citato art. 1669 c.c., l’appaltatore sarà tenuto a garantire anche le opere secondarie per i dieci anni successivi alla loro realizzazione; qualora – in quell’arco di tempo – le stesse palesino danneggiamenti conseguenti a gravi vizi o difetti tali da compromettere la normale utilizzazione del bene, l’appaltatore sarà tenuto a risarcire i danni conseguenti, purché la proprietà ne denunci il relativo vizio entro un anno dalla scoperta.

avv. Federica Sessa