201806.28
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Opposizione all’esecuzione esattoriale: dichiarato incostituzionale l’art. 57, comma 1, lett. A) DPR 602/1972

L’art. 57, comma 1, lettera a) del DPR n. 602/1973 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito) prevede che l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 cpc sia inammissibile non solo laddove la tutela invocata dal contribuente che contesta il diritto di procedere alla riscossione esattoriale ricada nella giurisdizione del giudice tributario ma anche nelle controversie che si collocano a valle della giurisdizione del giudice tributario ex art. 2 del D.Lgs. n. 546 del 1992 e per le quali sussiste la competenza del giudice ordinario. Ci riferisce per esempio ai casi in cui in cui la doglianza dell’esecutato sia diretta a far valere l’intervenuto adempimento del debito tributario o una sopravvenuta causa di estinzione dello stesso per essersi il contribuente avvalso di misure di favore per l’eliminazione del contenzioso tributario.
Orbene, la suddetta previsione costringe il contribuente a subire in ogni caso l’esecuzione forzata, anche se ingiusta, consentendogli soltanto di presentare, dopo la chiusura della procedura di riscossione, una richiesta di rimborso nei confronti della pubblica amministrazione (o suo concessionario per la riscossione) ovvero di agire per il risarcimento del danno.

In relazione a tale carenza di tutela giurisdizionale, è intervenuta la Corte Costituzionale che con sentenza n. 114 del 31 maggio 2018 ha dichiarato l’illegittimità del predetto articolo 57 co. 1 lett. a) nella parte in cui non prevede che, nelle controversie che riguardano gli atti dell’esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento o dell’avviso di pagamento di cui all’art. 50 DPR n, 602/1973, siano ammesse le opposizioni regolate dall’art. 615 cpc.
La Consulta ha infatti rilevato che seppure la marcata peculiarità dei crediti tributari può giovarsi di una disciplina di favore per l’amministrazione fiscale, non è giustificabile che, laddove il contribuente contesti il diritto di procedere alla riscossione coattiva, da un lato, non sia ammessa opposizione davanti al giudice dell’esecuzione e, dall’altro, non sia nemmeno possibile il ricorso al giudice tributario, carente di giurisdizione. Tale mancanza di tutela confligge frontalmente con il diritto alla difesa riconosciuto, in generale, dall’art. 24 Cost. e, nei confronti della pubblica amministrazione, dall’art. 113 Cost., dovendo essere assicurata in ogni caso una risposta di giustizia a chi si oppone alla riscossione coattiva.

avv. Francesca Marra