202001.28
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Più investimenti in Italia con il programma “Investor Visa for Italy”: il nuovo art. 26 bis del D.lgs. 286/1998

Sulla scorta di analoghe esperienze a livello internazionale, con la Legge di bilancio 2017 è stata introdotta nel nostro ordinamento una nuova fattispecie di visto dedicata alle persone fisiche che intendano effettuare investimenti di importo significativo in aree strategiche per l’economia e per la società italiana. Si è così rafforzato l’impegno a rendere l’Italia un paese sempre più attrattivo per i flussi internazionali di capitale sia umano che finanziario. Il nuovo art. 26-bis del Dlg.s 286/1998, rubricato “Ingresso e soggiorno per investitori”, si prefigge l’obiettivo di premiare coloro che siano intenzionati ad investire nel nostro Paese, riservando loro una corsia preferenziale ed una procedura più agile rispetto al passato. Ciò, al fine di attrarre nuovi capitali, senza che i potenziali investitori si scoraggino di fronte all’eccessiva burocrazia italiana.

Nel dettaglio, tale visto di ingresso è rilasciato ai soggetti che intendano effettuare:

  • un investimento di almeno euro 2.000.000 in titoli emessi dal Governo italiano, mantenuti per almeno due anni; oppure
  • un investimento di almeno euro 1.000.000 in strumenti rappresentativi del capitale di una società italiana (mantenuto per almeno due anni) o di almeno euro 500.000 nel caso in cui tale società sia una start-up innovativa; oppure
  • una donazione di almeno euro 1.000.000 a sostegno di un progetto di pubblico interesse, nei settori della cultura, istruzione, gestione dell’immigrazione, ricerca scientifica, recupero di beni culturali e paesaggistici.

Per ottenere il visto, è preliminarmente necessario richiederne il “Nulla Osta”. Tale domanda viene vagliata dal comitato ad hoc “Investor Visa for Italy” (IV4I) (tramite il portale dedicato https://investorvisa.mise.gov.it.). In seguito alla compilazione del form ed alla presentazione della documentazione richiesta, il Comitato comunicherà entro 30 giorni l’esito dell’istanza al candidato. Solo dopo l’attento vaglio del Comitato, dunque, l’aspirante investitore potrà recarsi presso l’Ambasciata italiana nel suo Paese di residenza per ottenere il visto di ingresso, che avrà una durata di due anni.

Una volta giunto in Italia con il visto d’ingresso, l’investitore potrà quindi presentare la relativa richiesta di permesso di soggiorno presso la Questura di competenza. Tale titolo di soggiorno, di durata pari a quella del visto (due anni), verrà rilasciato unicamente in seguito alla prova dell’avvenuto investimento entro tre mesi dall’ingresso in Italia. Qualora, poi, l’investitore manterrà l’investimento, sarà possibile rinnovare il proprio permesso di soggiorno per ulteriori tre anni, oppure convertirlo in altro titolo. Dopo cinque anni di regolare soggiorno si potrà inoltre chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

avv. Aurora Elena Passerini