201803.27
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Processo tributario: effetti del mancato deposito della ricevuta di spedizione dell’atto notificato a mezzo del servizio postale

Con ordinanza 15 marzo 2018 n. 6467, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso con cui l’Agenzia delle Entrate impugnava la sentenza della CTR Calabria deducendo il vizio di violazione di legge ed in particolare degli articoli 22 e 53 del D. Lgs. 546/92 nonché degli art.33, 14 e 17 del D.M. 9.04.2001 per avere detto giudice erroneamente dichiarato inammissibile il gravame per mancato deposito della ricevuta postale di spedizione dell’atto di appello, al momento della costituzione in giudizio.

La Suprema Corte ha fondato la decisione sul principio espresso con sentenza n. 13453/2017 dalle proprie Sezioni Unite che, interpellate in ordine alla questione relativa all’individuazione, nel processo tributario, del dies a quo del termine per la costituzione in giudizio del ricorrente o dell’appellante in caso di notificazione postale diretta e sulla rilevanza, ai fini della ritualità di tale costituzione e dell’ammissibilità del ricorso o dell’appello, dell’omesso tempestivo deposito della ricevuta di spedizione quando risulti in atti l’avviso di ricevimento del relativo plico, hanno così statuito: “Nel processo tributario, non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario; solo in tal caso, l’avviso di ricevimento è idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell’appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto o della sentenza”.

Nel caso di specie, recando l’avviso di ricevimento data di ricezione del plico da parte del destinatario anteriore alla scadenza del termine per impugnare, è stata ritenuta superata la c.d. “prova di resistenza” e la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio, per l’esame del merito della controversia.

avv. Francesca Marra