201903.18
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Reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali: la rilevanza della crisi aziendale

Con la sentenza n. 20725 del 10 maggio 2018 la Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla fattispecie delittuosa dell’omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, prevista dall’art. 2, comma 1 bis, D.L. 463 del 1983, convertito dalla Legge n. 683 del 1983. In particolare, con la pronuncia in esame la Suprema Corte ha affermato che è possibile escludere la sussistenza dell’elemento soggettivo in capo all’imprenditore che non abbia versato i contributi assistenziali e previdenziali qualora dimostri rigorosamente sia la non imputabilità a sé medesimo della crisi economica che ha improvvisamente investito l’azienda sia l’impossibilità di fronteggiare la crisi di liquidità tramite il ricorso a misure idonee, da valutarsi nel caso concreto, anche sfavorevoli per il proprio patrimonio personale.

Come noto la giurisprudenza maggioritaria ha ritenuto fino ad oggi tendenzialmente irrilevante la circostanza che l’imprenditore attraversi una fase di crisi che non gli permetta di adempiere il debito tributario alle scadenze previste dalla legge. Orbene per tale ragione la pronuncia in oggetto rappresenta una novità rispetto al passato, in quanto la Cassazione statuisce così la necessità di analizzare la situazione contingente dell’azienda che abbia determinato il mancato versamento delle ritenute, fino ad ora non tenuta in considerazione.

Pertanto, alla luce di ciò viene lasciato certamente un margine più ampio per poter ritenere l’imprenditore, il quale si trovi in una situazione di seria difficoltà economica, esente dall’obbligo contributivo, operando così un distinguo rispetto ai casi nei quali l’omissione sia, al contrario, dovuta ad una scelta consapevole dello stesso di destinare le risorse economiche dell’azienda ad altri fini.

Dott.ssa Silvia J. Foti