202003.19
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Speciale Coronavirus (3) | Misure di contenimento: quali le condotte penalmente rilevanti?

Dal sorgere dell’emergenza sanitaria provocata dal virus COVID-19 al fine di rendere maggiormente efficaci le misure di contenimento emanate per fronteggiarne e contenerne la diffusione, la decretazione d’urgenza ha previsto specifiche sanzioni penali nei confronti di coloro che violano tali misure.

In particolare, già il Decreto Legge n. 6 del 23/02/2020 intitolato “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, aveva stabilito, all’art. 3 comma 4, che le violazioni delle disposizioni di cui al medesimo decreto fossero sanzionate ai sensi dell’art. 650 c.p. – salvo costituenti più grave reato. Tale decreto ha mantenuto la propria validità – in merito alla parte sanzionatoria – anche in seguito all’emanazione della successiva legislazione d’urgenza che ha aggiunto nuove regole ed ampliato il campo di applicazione dei divieti già esistenti.

In generale, vengono sanzionati gli spostamenti del tutto immotivati delle persone all’esterno e non solo dei propri Comuni di residenza, nonché le violazioni ai divieti previsti dal suddetto Decreto e dai provvedimenti successivi così riassumibili:

  • divieto di spostamenti non motivati da comprovate esigenze lavorative o motivi di salute o situazioni di necessità, così come previsto dalle misure di contenimento del contagio di cui al combinato disposto dell’art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e dell’art. 1, comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 concernenti lo spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale. Esigenze che devono essere autocertificate alle Forze dell’Ordine in caso di controllo;
  • divieto di spostamento assoluto dalla propria abitazione per chi è sottoposto alla misura della quarantena e/o è risultato positivo al virus COVID-19, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera c), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020;
  • chiusura delle attività commerciali ed eccezione, tra gli altri, di: ipermercati, supermercati, farmacie e parafarmacie, distributori di carburante, lavanderie (allegati 1-2 del DPCM 11.03.2020).

In definitiva è consentito uscire dalla propria abitazione, all’interno della propria zona di residenza, per soddisfare primarie esigenze di vita legate all’acquisto di beni in vendita presso gli esercizi commerciali dei quali sia stata autorizzata l’apertura ovvero per ragioni di salute o lavorative. La limitazione alla zona di residenza (quartiere – circoscrizione) si desume dal carattere precettivo del verbo “evitare” indicato nell’art. 1 primo comma lettera A) del DPCM 8.3.2020 il cui contenuto viene richiamato dall’analogo decreto del giorno successivo che ne ha esteso l’efficacia a tutto il territorio nazionale.

Gli “spostamenti” da evitare sono quindi quelli fra territori limitrofi e quelli all’interno dei territori medesimi con l’eccezione di quelli sopra indicati (lavoro, salute e primarie necessità di vita): l’avere individuato, all’interno della stessa disposizione le motivate eccezioni al principio (ragioni di salute, lavoro, necessità), nonché l’aver previsto il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, offrono il quadro dei confini, anche territoriali, entro i quali le attività di cui si tratta sono consentite.

Come detto le violazioni ai divieti di cui sopra sono penalmente rilevanti e punite ai sensi dell’art. 650 c.p., ovvero come inosservanza di un provvedimento dell’Autorità, con l’arresto fino a tre mesi ed una ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto non costituisca più grave reato sino a qualificare l’ipotesi di epidemia colposa di cui all’art. 452 c.p.

Da ultimo merita chiarire che nel caso di autocertificazione mendace, ferma la configurabilità dell’art. 650 c.p., potrà essere contestato il reato di cui all’art. 495 c.p. che sanziona le false attestazioni o dichiarazioni a un pubblico ufficiale aventi ad oggetto l’identità, lo stato, o altre qualità della propria o dell’altrui persona.

avv. Aurora Elena Passerini