201809.27
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Tenuità del fatto: è possibile anche per l’omesso versamento di ritenute previdenziali?

La Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 39413 del 3 settembre 2018 ha riconosciuto l’applicabilità dell’art. 131 bis c.p. al delitto di omesso versamento delle ritenute previdenziali, previsto dall’art. 2 comma 1 bis D.L. n. 463/1983, conv. con modifica dalla L. n. 638/1983.
In particolare, la Suprema Corte ancora una volta riconosce che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è incompatibile con la previsione di una soglia di punibilità, quale quella di € 10.000,00 stabilita per il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali.

Nel caso di specie, la Cassazione afferma che l’art. 131 bis c.p. è applicabile “quando gli importi omessi superano di poco l’ammontare di tale soglia, in considerazione del fatto che il grado di offensività che integra il reato è già stato valutato da parte del legislatore”.
Pertanto, non può essere esclusa per il solo fatto della reiterazione della condotta in quanto il reato di omesso versamento si consuma soltanto nel momento in cui è raggiunta la soglia di punibilità introdotta dal legislatore con il d.lgs. 15 gennaio 2016 n. 8 di € 10.000,00 annui e le ulteriori omissioni (altre mensilità), commesse nello stesso anno, devono ritenersi come momenti esecutivi dello stesso reato, considerato unitariamente e a consumazione prolungata.
Pertanto, ai fini dell’applicabilità della particolare tenuità ai sensi dell’art. 131 bis c.p. dovrà valutarsi nel caso concreto l’effettiva entità della somma complessivamente omessa e non versata per ciascuna annualità.

dott.ssa Silvia Jennifer Foti